ANALISI DEL BIT RATE
L'analisi del bit rate è fondamentale per una buona
recensione tecnica di un film. Anche se non è possibile trarre conclusioni
definitive solo dal suo esame, il grafico di bit rare riesce a fornirci,
se confrontato con la prova visiva, un indice di qualità dell'encoding.
Cerchiamo ora di capire di cosa si tratta, come si legge e di quali
metodi di compressione esistono, seguendo appunto le innumerevoli
informazioni che quella piccola linea rossa ci può fornire. Trovare
una traduzione per bit rate in italiano non è molto semplice, e
letteralmente sarebbe "quantità di bit". In effetti il bit rate
indica proprio la quantità di informazioni che istante per istante
vengono decodificate all'interno del lettore di DVD. Per questo
motivo un bit rate elevato indica un numero notevole di bit e quindi
un basso fattore di compressione, mentre un bit rate basso indica
un alto livello di compressione. Il tutto si traduce in una migliore
o peggiore qualità generale del DVD: maggiore è la compressione
e minore sarà la quantità di dati con la quale si definisce la sequenza
audio-video e, di conseguenza, sarà minore anche la qualità finale
del prodotto. Attenzione, non stiamo parlando del bit rate audio
o bit rate video separati ma del flusso di dati complessivo, in
quanto il grafico mostra il rapporto di compressione di tutte le
tracce audio unite alla parte video. Se correttamente analizzato,
quindi, questo grafico è veramente utile in quanto suggerisce a
prima vista quali potrebbero essere i titoli potenzialmente migliori.
Questa regola -è bene segnalarlo- non ha comunque una validità generale,
poiché abbiamo visto titoli Buena Vista con un bit rate medio di
8,5 Mb/sec peggiori di un Warner con un bit rate di 4,5 Mb/sec.
Un altro dato importante che ci viene rivelato da questo grafico
è il tipo di compressione attuata per realizzare il disco: esistono
due grossi criteri principali, uno dei quali è a sua volta suddiviso
in sottocriteri. Per capire ed esprimere meglio questo concetto
passiamo agli esempi con l'ausilio di figure dimostrative.
Bit rate fisso

In fase di compressione viene detto all'encoder di mantenersi ad un
determinato livello di bit rate senza mai scendere né salire: è un
metodo utilizzato solitamente per i DVD musicali dove l'audio e le
immagini sono bilanciati tra di loro e c'è molto spazio a disposizione.
Utilizzare questo metodo per un film lungo dove sarebbe necessario
un bit rate ad un livello di 4,5-5 Mb/sec porterebbe a immagini perfette
durante le scene meno movimentate, ma produrrebbe qualche artefatto
durante le sequenze con molti oggetti in movimento.
Bit rate variabile con media imposta

Questa volta all'encoder viene imposto un bit rate medio da rispettare
che l'encoder stesso si può gestire a seconda dalle situazioni che
si vengono a creare. Questo metodo è quello che più si adatta alla
realizzazione di un film, in quanto durante le scene movimentate l'encoder
raggiunge punte di 9,5-10 Mb/sec che compensa poi con discese a 3,5-4
Mb/sec nei momenti più calmi. L'unico difetto è quello dei fondali
sgranati e non molto uniformi delle scene particolarmente statiche.
Bit rate variabile con limite superiore imposto

Metodo contrario a quello illustrato sopra, ma altrettanto efficace.
Se il film non è d'azione e si basa quasi esclusivamente su primi
piani e scene panoramiche allora è inutile sprecare spazio e si
decide di imporre un limite superiore comunque accettabile, intorno
all'8-9 Mb/sec. Al di sotto di questo limite tutto è lecito, e sarà
la macchina a decidere su quali scene si dovranno eliminare più
bit e su quali invece bisogna trattenere il maggior numero di informazioni
possibili.
Bit rate variabile con limite inferiore imposto

Questo è uno dei metodi migliori per realizzare e comprimere film
su DVD. Il responsabile della compressione impone all'encoder una
quota minima di bit rate al di sotto della quale non può scendere
lasciando però campo libero sulla quota massima. In questo caso nelle
scene più statiche non si verificheranno errori sullo sfondo in quanto
la compressione è moderata e non eccessiva, mentre nelle scene con
più oggetti in movimento l'encoder potrà garantire picchi di 10 Mb/sec.
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