CODICI REGIONALI
L'industria discografica, per controllare la distribuzione
dei film disponibili, ha pensato bene di porre dei paletti, sotto
forma di "codici regionali", e impedire la libera circolazione mondiale
dei lungometraggi du DVD. Come si vede dal disegno sotto l'Europa
ricade nell'area 2, insieme al Medio Oriente, al Giappone e al Sudafrica.
Tramite un DVD player acquistato in Italia (marchiato area 2) potremmo
allora vedere solo film acquistati a Teheran, Tokyo, Johannesburg
o Baghdad, oltre ovviamente che quelli provenienti da Parigi, Londra,
Berlino o ovviamente da qualsiasi città italiana, tutti riportanti
l'indicazione "area 2". Ma inserendo nel cd player un disco acquistato
a New York incorreremo nel famoso messaggio "errore di regione".
Il perché di queste limitazioni va ricercato fondamentalmente in
due considerazioni: l'industria discografica da una parte riesce
meglio a controllare la pirateria "regionale" rispetto a quella
mondiale, dall'altra cerca di reintrodurre dalla finestra ciò che
la tecnologia ha espulso dalla porta. Con un televisore multistandard
o in PC capace di leggere tutti i formati video, per mezzo del DVD
sarebbe possibile vedere tutto dovunque, senza più problemi di PAL
o NTSC delle trasmissioni TV e delle videocassette, ma le limitazioni
dei codici lo impediscono. D'altro canto i film non escono contemporaneamente
in tutto il mondo e la possibilità di vedere a casa propria, anche
se non in lingua madre, un film non ancora uscito nel cinema sotto
casa avrebbe risvolti non controllabili per l'intero settore cinematografico.
Tali limitazioni sono comunque oltrepassabili e ampiamente oltrepassate
dagli appassionati attraverso una modifica del lettore, assolutamente
legale ma che comunque, nel caso dei lettori da tavolo, invalida
la garanzia, mentre nel caso dei VDV-ROM consiste spesso in un semplice
aggiornamento software.
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