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 SOFTWARE - NERO Torna Indietro 

CREARE UN BACKUP DEL DISCO RIGIDO

L’installazione del sistema operativo su un PC è spesso un’operazione lunga e difficile, ma è necessaria se deve essere configurato un nuovo PC oppure se deve essere ripristinato (ad esempio a causa della cancellazione del disco rigido). Ma spesso l’installazione del sistema operativo non è sufficiente. Devono anche essere installati i driver dell’hardware posseduto, è necessario eventualmente configurare la rete ed inoltre devono essere reinstallate le applicazioni necessarie. Se è necessario installare più sistemi operativi, il tempo necessario aumenta considerevolmente.

Attenzione: il backup dei soli file contenuti sul disco rigido non può essere considerato affidabile, in quanto può essere difficile far partire il sistema operativo dopo aver effettuato il ripristino. Un problema notevole è causato dalle limitazioni ai nomi dei file del DOS (sono consentiti solo 8+3 caratteri) o dagli attributi dei file (per esempio file nascosti o di sola lettura), per cui questi file potrebbero non essere ripristinati correttamente. Inoltre con alcuni sistemi operativi i file di sistema devo necessariamente trovarsi in precisi settori del disco rigido, per cui il sistema operativo potrebbe non funzionare se questi file vengono ripristinati in altri settori. Un altro problema può nascere dal fatto che il programma di backup potrebbe non riuscire a leggere il file system da salvare. Ad esempio Windows NT non può leggere le partizioni FAT32 senza utilizzare speciali driver. In questi casi non sarebbe possibile in alcun modo effettuare un backup.

Il metodo di backup utilizzato da Nero consiste nel salvare i settori del disco rigido invece che i file. Questo significa che un backup effettuato da Nero contiene tutti i settori di un disco rigido o di una partizione. Il vantaggio di questo metodo è che può essere effettuato il backup di qualunque sistema operativo, e che una volta effettuato il ripristino il sistema funzionerà correttamente. L’unico svantaggio è che non è possibile effettuare il ripristino parziale di alcuni file. Infatti il programma di ripristino di Nero sovrascriverà interamente il contenuto del disco rigido e/o della partizione di destinazione.

Partizioni e struttura del disco rigido
E’ bene specificare adesso alcune informazioni sui dischi rigidi, a causa delle limitazioni del BIOS dei PC e della struttura dei dischi rigidi, che influenzano anche le opzioni del programma di ripristino di Nero.

Un disco rigido deve contenere partizioni utilizzabili da un sistema operativo (per esempio Windows 98, Windows NT, Linux, OS/2 e così via). Ad ogni partizione è associato un file system (per esempio FAT32, FAT16, NTFS, HPFS, Linux, ecc.) in modo che può essere accessibile da uno o più sistemi operativi. Sotto Windows, ad ogni partizione accessibile verrà assegnata una lettera di unità (per esempio “C:”), mentre alle partizioni inaccessibile non viene assegnata alcuna lettera.

Vi sono due differenti tipi di partizioni possibili su un disco rigido per PC. La cosiddetta partizione primaria ha uno stato privilegiato, in quanto molti sistemi operativi possono effettuare il boot soltanto da essa. Ogni disco rigido può contenere fino a 4 partizioni primarie. L’altro tipo di partizione è chiamata partizione estesa. In teoria non vi è un limite al numero delle partizioni estese che possono essere create su un disco rigido. Comunque, come accennato prima, molti sistemi operativi non possono effettuare il boot da questo tipo di partizioni. Ecco perché solitamente queste partizioni vengono utilizzate soltanto per immagazzinare i dati.

Vi sono ulteriori restrizioni dovute ad iniziali limiti di progettazione. Il BIOS dei PC indirizza i settori dei dischi rigidi con il sistema CHS (cylinder-head-sector, cilindro-testina-settore). Inizialmente i dischi rigidi erano realmente realizzati in questo modo, ma successivamente questo metodo di indirizzamento è stato utilizzato soltanto per mantenere la compatibilità con i sistemi operativi. Purtroppo non è possibile indirizzare dischi rigidi grandi (più di 8Gb, per la precisione) con l’indirizzamento CHS. Bisogna utilizzare le estensioni del BIOS per poter utilizzare dischi rigidi più grandi. Ovviamente queste estensioni sono disponibili soltanto su schede madri recenti. Queste funzioni estese del BIOS indirizzano i dischi rigidi semplicemente con il numero di blocchi (LBA, logical block address). La maggior parte dei sistemi operativi utilizza il vecchio metodo di indirizzamento CHS nelle fasi iniziali di boot. Questo significa che non è possibile effettuare il boot di sistemi operativi situati su partizioni situate al di fuori (parzialmente o completamente) del limite di 8Gb. Alcuni errori nei boot loader impediscono al sistema operativo di effettuare il boot da una partizione al di fuori del limite di 2Gb.