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L'overclock della cpu AMD Athlon si differenzia abbastanza
nettamente da quello delle altre cpu sin qui trattate per due ordini
di motivi principali:
-
la cpu Athlon non ha moltiplicatore di frequenza
bloccato;
-
per poter variare il moltiplicatore di frequenza
è necessario aprire la cartucca del processore e intervenire
sul PCB della cpu, o variando alcune resistenze oppure applicando
una speciale schedina che permette di variare i moltiplicatori
e il voltaggio di alimentazione Core tramite dip switch
Esistono in commercio numerose schede per l'overclock della cpu Athlon;
qui a lato è riportata un'immagine della scheda Freespeed PRO di NinjaMicro.
Il connettore posto nella parte inferiore della scheda va montato
sul connettore che si trova nella parte superiore della cpu Athlon,
sulla destra.
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Qui a lato è raffigurata una cpu Athlon alla quale
è stata rimossa sia il guscio plastico posteriore che la piastra
in alluminio anteriore; al centro si nota il Core e sui due
lati i due chip della cache L2, esattamente come con le cpu
Pentium II e Pentium III. In alto a destra si nota il pettine
sul quale viene momntata la schedina per l'overclock. |
L'operazione di rimozione della cartuccia che avvolge la parte posteriore
della cpu Athlon è probabilmente la fase più difficile dell'intera
procedura di overclock. Come si vede chiaramente nelle immagini sottostanti,
il guscio plastico che avvolge posteriormente la cpu è a quest'ultima
attaccato per mezzo di 4 perni metallici, perni che si vanno ad incastrare
nei 4 fori evidenziati nell'immagine a lato. Muovendo sistematicamente
il guscio plastico, cercando di alzarlo dalla parte posteriore della
cpu a partire da uno dei quattro lati, non è difficile iniziare a
staccare uno dei 4 perni dal corrispondente foro nella plastica; il
segreto è nel cercare di togliere tutti e 4 i perni dai fori di serraggio
facendo attenzione a non danneggiare in alcun modo il PCB del processore
(perché si corre il rischio di tagliarne qualche componente). Sconsiglio
vivamente di utilizzare cacciaviti e altri accessori per questo tipo
di operazioni; la tecnica migliore, a mio avviso, è quella di utilizzare
le dita per prendere dall'interno il guscio plastico e tirare il più
possibile; per evitare che chiunque "mettesse le mani" all'interno
della cartuccia del processore in AMD sono stati molto previdenti,
facendo si che i perni fossero saldamente incastrati nei fori: dovrete,
per questo motivo, faticare non poco per riuscire a sfilarli tutti
e quattro.
Qui di sotto è fotografata la cartuccia di plastica della cpu AMD
Athlon dall'interno: sono cerchiati in rosso i 4 fori nei quali si
incastrano i perni della cpu.
Qui di sotto è fotografata la parte posteriore di una cpu Athlon;
si notino i 4 perni metallici, cerchiati di rosso, che si vanno ad
incastrare nei 4 fori dell'immagine soprastante, così da far aderire
il guscio plastico alla cpu.
I margini di overcloccabilità della cpu AMD Athlon sono in genere
elevati, pertanto non è difficile raggiungere frequenze di clock
di 700 Mhz e oltre anche con le versioni 500 Mhz e 550 Mhz; non
è possibile generalizzare il grado di overcloccabilità in specifiche
tabelle come fatto con gli altri processori, in quanto la possibilità
di variare i moltiplicatori di frequenza rende possibile raggiungere
frequenze di clock molto elevate anche con modelli dal clock molto
ridotto, a seconda della bontà del Core utilizzato e della tolleranza
dei chip della cache L2.
Le schedine per l'overclock possono essere utilizzate per variare
i moltiplicatori di frequenze e il voltaggio di alimentazione Core;
la selezione della frequenza di bus è ancora appannaggio della scheda
madre anche perché quest'ultima frequenza non dipende direttamente
dal processore, casomai dal chipset.
La cpu AMD Athlon è dotata di cache L2, in quantitativo di 512 Kbytes,
montata direttamente sul PCB (ma non integrata nel Core del processore)
e operante a metà della frequenza di clock del processore. Aumentando
la frequenza di funzionamento di quest'ultimo è possibile che il
Core regga una frequenza di funzionamento elevata ma che la cache
L2 non regga la sua frequenza di funzionamento, cresciuta proporzionalmente
a quella di clock. Per ovviare a questo inconveniente è possibile
variare il rapporto di funzionamento tra frequenza di clock del
processore e frequenza di lavoro della cache L2; dal valore di default
di 1/2 è possibile passare a quelli di 2/5 oppure di 1/3, ottenendo
frequenze di lavoro della cache L2 illustrate nella tabella sottostante:
| Frequenza
processore |
Divisore
1/2 |
Divisore
2/5 |
Divisore
1/3 |
| 500
Mhz |
250
Mhz |
200
Mhz |
175
Mhz |
| 550
Mhz |
275
Mhz |
220
Mhz |
183.3
Mhz |
| 600
Mhz |
300
Mhz |
240
Mhz |
200
Mhz |
| 650
Mhz |
325
Mhz |
260
Mhz |
216.3
Mhz |
| 700
Mhz |
350
Mhz |
280
Mhz |
233.3
Mhz |
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