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 BENCHMARK 2/6 Torna Indietro 

Alcune Regole
La prima, fondamentale idea consiste nel ricordarsi che si è di fronte ad una macchina profondamente complessa, costituita da una moltitudine di parti, a loro volta complesse e dunque scomponibili ulteriormente, fino ad arrivare ai transistor, ai condensatori, alle testine dei dischi e così via. E' dunque profondamente difficile separare con esattezza le misurazioni delle diverse parti del PC: sarà quasi impossibile misurare e paragonare direttamente la velocità di due CPU, se esse sono montate su schede madre differenti e se nei due PC sono montati tipi diversi di memorie.
Dunque, la prima regola è quella di cercare, nei limite del possibile, di “normalizzare” le configurazioni, cioè di confrontare due o più periferiche “ceteris paribus” cioè mantenendo invariati gli altri componenti.
Questo risulta necessario per poter affermare come, su determinati compiti, la periferica “a” si rapporta con la periferica “b” e così via. Ovviamente, questa considerazione si estende non solamente all'ambito hardware, ma anche al software: per esempio, è impensabile voler confrontare due macchine con sistema operativo differente.
Altra importante premessa è quella che si riferisce alla scelta del benchmark: è infatti poco probabile che un utente che ha acquistato un PC per giocare, desideri sapere quanto è veloce la propria scheda 3D nel CAD; o ancora, difficilmente uno scienziato che desidera far girare simulazioni computazionali vorrà stabilire quanti poligoni può gestire la propria scheda grafica. Dunque, inizialmente, si deve stabilire cosa si desidera testare e perché, e scegliere dunque il programma benchmark di conseguenza, avendo sempre l'accortezza di accertarsi che tale software sia mirato verso le proprie esigenze.

Pare scontato, ma è utile rammentarlo: se desideriamo confrontare diverse macchine, configurazioni o periferiche, il benchmark utilizzato deve essere sempre il medesimo e possibilmente anche la versione del software impiegato. Il valore restituito al termine del test è infatti un qualcosa di assolutamente proprietario di quel software e può dunque essere confrontato solamente con quello ottenuto dallo stesso benchmark, su un'altra configurazione. Per i più esperti, valga il seguente esempio: è impossibile paragonare un risultato ottenuto con 3Dmark 2000 con quello restituito da 3Dmark 2001. Nel secondo caso, infatti, la scala dei valori è totalmente diversa e non esiste una semplice trasformazione lineare in grado di fornire un'equivalenza corretta.
Avendo seguito le accortezze descritte finora, ne segue una che più che altro è un'assicurazione contro eventi esterni indesiderati. Per ottenere maggior precisione nelle misurazioni, è consigliabile far girare un benchmark su una mcchina il più possibile “pulita”, cioè possibilmente dopo un riavvio e dopo aver chiuso tutte le altre applicazioni in background. Per fare questo è necessario premere CTRL+ALT+Canc (una ola volta!) e selezionare, una per volta, tutte le applicazioni presenti nella finestra che viene mostrata, e terminarle. Si dovranno lasciare solamente Explorer e systray. Inoltre, è consigliabile far girare il benchmark diverse volte sulla stessa macchina (solitamente tre), e annotarsi i risultati ottenuti. Se questi sono molto differenti tra loro, probabilmente il benchmark non è affidabile oppure si è verificato qualche evento indesiderato. Per esempio, se non avete chiuso l'antivirus, magari questo è partito e ha rallentato il tutto. Nel caso invece i risultati siano pressochè identici, consiglio di scartare il milgiore ed il peggiore, tenendo quello centrale, oppure di fare una media dei tre, come riferimento. Parleremo comunque più approfonditamente di questo in seguito.
Sempre riguardo alla scelta del benchmark da eseguire, consiglio di sceglierne, quando possibile, uno che sia il più possibile vicino ad un compito reale. Per esempio, per quanto riguarda l'ambito ludico, sono ottimi Quake 3, essendo un gioco “vero”, oppure 3D Mark, che usa motori di diversi giochi che verranno commercializzati (tipo Max Payne). Esistono comunque diversi benchmark che pur non utilizzando motori di giochi 3D sono piuttosto rappresentativi, in quanto molto dettagliati: sto pensando a GL Excess, che fornisce un rapporto esaustivo delle prestazioni della macchina, divise per aree, quali CPU, memoria, fill rate e così via.

Detto questo, specifico che non esiste un benchmark assoluto e ancora, pur facendo girare decine di benchmark, non si avrà mai la certezza che una macchina sia più potente di un'altra e soprattutto in quali campi questo avvenga. Quello che si ottiene dai benchmark, seguendo i precetti di massima prima specificati, sono delle indicazioni, spesso utili ed abbastanza esaurienti, sullo stato prestazionale del proprio PC, settorialmente in determinati compiti. In questa guida, dunque, quando descriveremo delle suite specifiche di benchmark, dovrete sempre tenere a mente che il benchmark non è “la verità assoluta”, ma solo uno strumento molto utile e sintetico per poter paragonare diversi sistemi oppure per cercare di ottimizzare le prestazioni del proprio PC, magari dopo aver acquistato la nuova CPU o aver installato un nuovo sistema operativo.
Un'ultima premessa: in questa guida tratteremo solamente di benchmark eseguibili nel sistema Windows, poicé i benchmark sotto Linux sono meno diffusi.

Nella prima parte, analizzerò i benchmark per testare il sistema, inteso soprattutto come CPU, FPU, memoria e dischi (detti anche sintetici). Nella seconda parte mi dedicherò al vasto mondo dei benchmark destinati a misurare le prestazioni in ambito 3D, con interesse particolare all'ambito dei videogames.

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